Negli anni ’60 il dr Goodheart, un chiropratico statunitense, mise in evidenza un rapporto stretto tra la forza di contrazione dei vari gruppi muscolari e la funzione dei diversi organi.
Fece perciò una mappa con i rapporti tra gli organi ed i muscoli: se l’organo era sano il muscolo correlato era forte, se l’organo era disfunzionale il muscolo era debole.
Quindi ogni patologia o disfunzione dell’organismo si evidenzia con squilibri muscolari, sia dei muscoli posturali che dei muscoli correlati in via riflessa all’organo affetto.
Il risultato è uno squilibrio statico e dinamico del corpo che può essere messo in rilievo sia da una visita posturologica o kinesiologica, sia da un esame dell’appoggio plantare.
La correzione del problema dell’organo ripristina (del tutto o in parte) un assetto posturale corretto. Quanto completa sia la restitutio ad integrum dipende dalle alterazioni anatomiche (deformazioni, artrosi, limitazioni funzionali) che si sono instaurate e che non sono suscettibili di correzione.
In fase di diagnosi possiamo verificare l’efficacia di una terapia valutando l’effetto che la somministrazione di un farmaco o l’eliminazione di un problema ha sull’assetto posturale.
Se in un paziente con un dolore lombare troviamo che ha una gamba più corta e sospettiamo che il problema provenga dalla bocca, ricontrolliamo la lunghezza delle gambe dopo aver messo degli spessori (rulli di cotone) tra i denti.
Se, invece, riteniamo che il problema provenga dalle cervicali possiamo controllare la lunghezza delle gambe dopo aver corretto, manipolandole, le vertebre cervicali.
Ma non tutti i problemi possono essere eliminati meccanicamente, per alcuni possono essere necessari farmaci specifici.
Ad esempio, nello stesso paziente il dolore lombare potrebbe essere legato ad una patologia renale o intestinale.
La somministrazione del farmaco giusto permette di correggere, almeno momentaneamente, l’assetto posturale. Questa metodica si chiama “Challenge”.
La cosa difficile, per un medico, è trovare SUBITO il farmaco giusto.
Il problema diviene insolubile per chi, non essendo medico, non può prescrivere farmaci.
I farmaci POSTURAL LINE sono stati studiati per “coprire” la maggioranza dei disturbi d’organo (patologie o disfunzioni) in grado di dare squilibri posturali, inoltre, essendo fitoterapici, non hanno bisogno di prescrizione medica.
In pratica con i vari farmaci si esegue un “Challenge”, cioè si controlla se il problema rilevato viene annullato dal farmaco scelto, verificando così la correttezza della diagnosi di settore e permettendo, in seguito, una più facile diagnosi eziologica.